Ecobonus 110%: facciamo chiarezza

Ecobonus 110%: facciamo chiarezza

  • 07 Mag 2021

Dal 1 luglio 2020 è entrato in vigore il super-ecobonus previsto dal DL 17 giugno 2020, il cosiddetto "Decreto Rilancio".
Molte sono le famiglie che si interrogano riguardo la fattibilità di tale importante incentivo fiscale. A destare scetticismo è la questione in merito alla possibilità di commissionare ad imprese lavori economicamente importanti e ricevere i servizi gratuitamente.

Ma procediamo con ordine.
Interventi riguardanti la riqualificazione energetica di un edificio, quali l'efficientamento dell'impianto di riscaldamento e raffrescamento, l'installazione di impianti fotovoltaici, il cappotto termico e la sostituzione di serramenti, per menzionare i più comuni, hanno avuto negli ultimi anni il favore del legislatore, il quale ha concesso un "premio", nella forma della detrazione fiscale, per tutti coloro i quali avessero affidato ad imprese specializzate lo svolgimento di tali interventi presso le proprie abitazioni.
Per quali ragioni viene concesso questo "premio"?
Ve ne sono molte, tra queste:

  • il rinnovamento del patrimonio edilizio italiano, che non riversa in ottimo condizioni;
  • la riduzione del "lavoro nero" ed il conseguente incremento della base imponibile per le imprese, in quanto l'incentivo alla fatturazione è evidente;
  • il rilancio dell'edilizia privata, che permetterebbe di generare nuovi posti di lavoro, distribuire la ricchezza tra più persone e dare respiro ad un comparto dell'economia storicamente trainante (per lo meno per le regioni del nord Italia);
  • l'incremento dell'efficienza energetica domestica, in linea con le direttive dei Trattati di Parigi ed il "Quadro Clima -Energia 2030".

In questo contesto, in una situazione di lenta ripartenza dell'economia di settore post-lockdown, si inserisce questo gigantesco incremento dell'aliquota di detrazione d'imposta, che, si noti, non significa direttamente commissionare lavori gratuitamente, bensì godere di un credito d'imposta nei confronti dell'Erario pari alla totalità della somma spesa, più un 10% (totale, per i meno avvezzi alle scienze matematiche, 110%). La gratuità deriva dalla possibilità di cedere il credito d'imposta maturato a fronte dei lavori commissionati (e regolarmente svolti) all'impresa esecutrice o ad altri enti preposti e/o attrezzati alla ricezione dello stesso.

Il concetto è simile a quello di un investimento: stanzio una somma X, la affidando ad un professionista (es. un intermediario finanziario), il quale mi garantisce che in un numero prestabilito di anni genererà un rendimento percentuale positivo, tale da incrementarne il valore allo scadere del periodo individuato. Affinché ciò avvenga, la somma di denaro viene utilizzata per finanziare imprese o acquistare obbligazioni, con la previsione di una restituzione della stessa, maggiorata di valore per effetto della bontà economica delle operazioni a cui è destinata.
La somiglianza con l'ecobonus riguarda sia lo stanziamento della somma di denaro che la crescita del suo valore al termine di un periodo, in questo caso individuato in 5 anni. La differenza, invece, rispetto all'esempio sopra riportato, è che nel caso dell'ecobonus si parla di investimento sicuro: le previsioni verranno totalmente rispettate, in quanto basate su imposte che a monte si sa che verranno versate, e che verranno quindi ridotte nella misura degli importi spesi. Si può dire: spendo oggi per non spendere domani.

Si badi: per avere tale investimento non soltanto garantito, ma anche giustificato, è necessario avere una solida base imponibile. Facendo alcuni calcoli approssimativi, un'abitazione tipica, qualora dovesse avvalersi degli interventi sopra menzionati e rientranti nella detrazione, genererà le seguenti spese per il committente:

  • tra € 13.000,00 ed € 18.000,00 per un cappotto termico
  • tra € 2.000,00 ed € 7.000,00 per un impianto fotovoltaico
  • tra € 10.000,00 ed € 15.000,00 per la sostituzione dei serramenti

Limitandoci a questi interventi, si arriva a sostenere una spesa approssimativa di € 35.000,00, generanti un credito d'imposta pari ad € 38.500,00 da liquidare in 5 anni, ovvero € 7.700,00 annui. L'investimento sarà quindi giustificato a fronte di un'imposizione fiscale annuale almeno uguale a questa cifra. Consiglio quindi di procedere con dovuti calcoli ed adeguate valutazioni.
Ben chiara questa situazione, ecco che interviene l'agevolazione della cessione del credito. Rinunciando a quel 10% extra di cui ho parlato prima, un committente può percorrere una delle seguenti strade: o cedere personalmente il credito d'imposta maturato ad enti a ciò incaricati, oppure richiedere uno "sconto in fattura" all'impresa esecutrice, la quale si accolla il credito d'imposta e potrà gestirlo come meglio ritiene.
Non vuol dire commissionare i lavori e poi scegliere autonomamente di non pagare il dovuto, in quanto tutto ciò deve essere frutto di accordi contrattuali presi a tempo debito (sicuramente ben prima dell'inizio dei lavori).
Tuttavia, ad oggi, 04 luglio 2020, questa possibilità deve attendere la redazione, pubblicazione ed entrata in vigore dei decreti attuativi e dell'Agenzia delle Entrate che del MiSE, indicanti le modalità operative di questa operazione.
Si tratterà di attendere ancora qualche giorno, affinché tale interessantissimo decreto possa avere anche questa questione pronta ed operativa.

Nel frattempo, il consiglio che posso dare è il seguente: collegatevi al nostro sito web, oppure contattateci al 0495017724, scegliete i vostri nuovi serramenti ad alte prestazioni ed adatti a riqualificare la vostra abitazione, e restate pronti per cogliere questa ottima opportunità di dare un nuovo aspetto alla vostra casa ed al vostro comfort.

Nelle prossime pubblicazioni parlerò di altri argomenti inerenti questo, con tutte le novità del caso!